Il Blog di ReVendi

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Le origini di ReVendi (parte I) Le origini di ReVendi (parte I)
Mercoledi, 11 Giugno 2014

Come ha avuto origine ReVendi, quali erano il progetto e il nome originali, come si è trasformato ed evoluto in quello che è ora. Questa è la prima parte della storia di ReVendi, quella che nessuno vi racconta...

ReVendi, o meglio l'idea di ReVendi, e' nata dopo l'Estate del 2013. Il progetto originale si chiamava "BestPrezzi", e sarebbe stato un comparatore di prezzi. Il comparatore di prezzi piu' completo di tutti: con schede prodotto ricche di foto, descrizioni, specifiche tecniche, e tutta una serie di informazioni risultanti dall'unione di piu' cataloghi.

A inizio Novembre 2013 l'idea del comparatore di prezzi venne definitivamente abbandonata. Con il subentro di due soci, il progetto venne riconsiderato, e quello che emerse fu che il suo lancio sarebbe stato troppo lento per produrre subito un minimo di profitto. Data l'esperienza dei due soci nel settore delle vendite online, e la loro esigenza di disporre di un servizio veramente efficiente, veloce e performante, il progetto venne "ri-disegnato" trasformandosi in un insieme di servizi professionali per la vendita online.

Per qualche tempo il progetto continuo' a mantenere il nome originale,"BestPrezzi". Solo in un secondo momento si decise che questo nome non era adatto, e non avrebbe rappresentato la nuova idea del progetto. Cosi' il progetto venne ri-battezzato in "ReVendi".

La progettazione di ReVendi ha avuto inizio definitivamente a fine Novembre 2013. L'esperienza acquisita su Amazon fu determinante nella decisione che il primo servizio da sviluppare e lanciare dovesse essere un servizio che mantiene aggiornate le offerte dei venditori su questa piattaforma. I tecnici avevano le competenze, i due soci l'esperienza di anni di vendita online. Fu subito chiaro a tutto lo Staff che il servizio Amazon di ReVendi avrebbe dovuto superare i limiti di qualunque altro servizio, risolvere i problemi piu' comuni che si incontrano quando si vende su questa piattaforma, avrebbe dovuto rispondere alle esigenze della maggior parte dei venditori "tipo", ed essere al tempo stesso stabile, veloce, e permettere di lavorare e vendere su Amazon con il minimo impegno, senza sforzi, e perche' no - magari anche in mobilita', senza che sia richiesto l'impiego di un PC, ne tanto meno che sia necessario tenerlo acceso tutto il giorno.
Insomma, piu' che un progetto e' un vero e proprio sogno, e realizzarlo non sarebbe stato semplice!

Infatti gli aspetti critici del progetto erano tanti. Occorreva trovare una soluzione "elegante" per ognuno di essi, e occorreva farlo prima ancora di iniziare a sviluppare il progetto. Il problema piu' importante, il primo da risolvere, sarebbe stato quella caratteristica per cui, quando si pubblicano offerte su Amazon utilizzando i codici EAN per referenziare i prodotti, ci si espone fortemente al rischio di vendere prodotti indesiderati. Questo problema nasce dal fatto che qualunque venditore puo' creare delle schede prodotto su Amazon, e assegnarvi un codice EAN errato senza che vi sia alcun tipo di moderazione da parte della piattaforma, e che quella scheda sara' disponibile a chiunque, e chiunque potra' referenziarla per errore tramite quel codice EAN.I tecnici individuarono la possibile soluzione a questo problema nell'impiego dei codici ASIN, che permettono di referenziare in modo sicuro le schede prodotto di Amazon. La testarono, e constatarono che, se sviluppata, sarebbe stata sufficientemente elegante e potente da risolvere il problema, alla radice, e per sempre.

C'era un altro problema pero'! E non era di natura tecnica...
Uno degli sviluppatori coinvolti nel progetto, all'epoca aveva una collaborazione con una Software House, e per questa aveva sviluppato per intero, egli stesso, un progetto simile: un servizio per l'aggiornamento delle offerte su Amazon. Dal punto di vista tecnico si trattava di qualcosa di completamente diverso dal progetto di ReVendi: strutture di dati diverse, diversa la tecnica per interfacciarsi con il marketplace, diverso il modo di operare cosi' come diversa sara' l'interfaccia utente che e' stata immaginata per ReVendi, e l'approccio del venditore alla gestione e configurazione del servizio. L'impiego dei codici ASIN inoltre, deciso gia' in fase di progettazione di ReVendi, avrebbe influenzato fortemente la progettazione delle strutture dati di ReVendi, contribuendo cosi' a rendere le due tecnologie ancora piu' diverse tra loro fin da subito.

Il tecnico decise comunque di rischiare: Preparo' un'analisi e la consegno' alla Software House con cui collaborava, al suo titolare e al collega programmatore. L'analisi descriveva in modo preciso come sarebbe stato necessario modificare l'attuale tecnologia impiegata nell'interfacciamento con Amazon per integrare l'utilizzo dei codici ASIN. L'analisi descriveva inoltre i vantaggi che la nuova tecnologia avrebbe portato, spiegando che questa avrebbe risolto definitivamente i problemi che si hanno su Amazon con i codici EAN, ma sottolineava anche le difficolta', i passi da seguire, e la mole di lavoro necessaria per integrarla in un sistema che era gia' stato concepito senza che fosse prevista la soluzione proposta.

Con questa "mossa", il tecnico stava mettendo realmente a rischio il progetto ReVendi. Qualora la Software House avesse accettato di integrare nei propri sistemi la tecnologia proposta, non avrebbe piu' avuto senso sviluppare ReVendi: il progetto semplicemente avrebbe cessato di essere qualcosa di originale e unico prima ancora di iniziare a esistere. A rendere ancora piu' critica la situazione c'era il fatto che la Software House stava sviluppando un nuovo prodotto, che avrebbe dovuto integrare l'attuale tecnologia per Amazon, ma in questo senso non c'era nulla di pronto ancora, fino a quel momento..
Quindi la Software House avrebbe potenzialmente potuto decidere di orientarsi verso la nuova tecnologia, e investendo solo qualche giorno di sviluppo in piu', integrarla in un prodotto che stava ancora nascendo. Qualche giorno di sviluppo in piu' avrebbe comportato qualche giorno (o forse qualche settimana) di ritardo sulla data prevista per il rilascio del nuovo prodotto. Niente di impossibile, insomma: nessun ostacolo all'orizzonte!

E invece, vista l'analisi, la Software House ringrazio' il tecnico per lo sforzo, e cordialmente rifiuto' di sviluppare la tecnologia proposta.
Le ragioni che possano avere determinato questa decisione non sono note, e possiamo solo fare supposizioni sul perche' un'azienda scelga liberamente di non migliorare se stessa quando ne ha la possibilita' e quando dispone di collaboratori pronti a offrire i mezzi per raggiungere questi miglioramenti.

Resta il fatto che a quel punto ReVendi aveva la possibilita', se non tutte le ragioni, di esistere. Non fosse altro per una sorta di giustizia "divina" (o dovremmo parlare di "giustizia tecnologica" in questo caso), ReVendi poteva e doveva creare qualcosa di nuovo, unico, ed eccezionale.

...e allora, "Via" ai lavori!!!
(fine prima parte)

N.D.R: Come sara' nostra abitudine scrivendo su questo Blog, anche in questo post abbiamo volutamente omesso riferimenti diretti a Imprese o persone, limitandoci a raccontare l'altra parte della storia, quella "parte centrale" di cui non vi parla chi vi racconta solo il finale.



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